PROCLAMAZIONE DELLO STATO DI AGITAZIONE DEL PERSONALE UNIVERSITARIO E COMUNICAZIONE DI INIZIATIVA PUBBLICA

Al Ministro dell’Università e della Ricerca 
Sen. Anna Maria Bernini

Ai Rettori e ai Direttori Generali degli Atenei

e p.c. Alla Commissione di Garanzia dell’Attuazione della Legge sullo Sciopero nei Servizi Pubblici Essenziali

Nel sistema universitario italiano le Organizzazioni sindacali svolgono un ruolo strutturato e riconosciuto all’interno delle relazioni di lavoro del personale contrattualizzato del comparto e dell’area dirigenziale dell’Istruzione e Ricerca e della docenza universitaria. La loro funzione si colloca, quindi, sia sul piano della contrattazione collettiva sia su quello della generale tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e della partecipazione ai processi istituzionali.

Su tale ultimo aspetto, in particolare, il Sindacato è coinvolto in consultazioni e audizioni istituzionali presso il MUR e il Parlamento su temi riguardanti il settore, assumendo un ruolo politico-istituzionale di rappresentanza delle esigenze del personale universitario nel dibattito pubblico; presentando proposte su finanziamenti, governance, reclutamento, valutazione e riforme di sistema; vigilando sul rispetto del diritto al lavoro e sulla qualità del servizio pubblico universitario potendo, in caso di conflittualità,proclamare lo stato di agitazione, attivare le procedure di raffreddamento previste dalla legge; indire scioperi, assemblee e manifestazioni; presentare richieste di conciliazione presso il Prefetto o la Commissione di garanzia quando necessario.

Ciò premesso, è doveroso ricordare che nel corso dell’ultimo triennio le scriventi OO.SS. FLC Cgil, CISL Università, UIL Scuola RUA, FGU Gilda – Dipartimento Università e SNALS, unitariamente e singolarmente, hanno più volte manifestato al Sig. Ministro la necessità di intrattenere un dialogo costante su temi di peculiare interesse sindacale quali l’inadeguatezza del finanziamento statale del sistema universitario italiano, la necessità di reperire risorse aggiuntive per la valorizzazione del personale che vive da anni il disagio di un forte dumping contrattuale rispetto alle medesime professionalità del Pubblico Impiego, l’urgenza di superare numerose criticità generatesi nel tempo mediante una riforma partecipata della Legge n.240/2010, la definitiva stipula delle code contrattuali del CCNL 2019-2021 le cui ipotesi sono state sottoscritte presso l’ARAN da oltre un anno, ma non risulta completato ancora il relativo iter di certificazione previsto dal d.lgs. n.165/2001.

Malgrado le sollecitazioni più volte reiterate per l’apertura di un confronto anche mediante appositi tavoli di natura tecnica, il Ministro dell’Università e della Ricerca non ha fornito riscontro, tantomeno sono state date risposte concrete alle lavoratrici e ai lavoratori di tutti i ruoli (professori, ricercatori, personale tecnico-amministrativo e l’enorme mole di precari che garantiscono quotidianamente l’erogazione di servizi ordinari agli studenti) e, in generale, al sistema della formazione superiore e della ricerca mediante gli auspicati interventi di carattere normativo e nuovi investimenti nell’ambito delle Leggi di Bilancio dell’ultimo triennio.

Il Ministro ha ritenuto, invece, di procedere nella riforma dell’Università senza aprire un dialogo con le parti sociali e i rappresentanti della comunità universitaria, circostanza che ci obbliga ad esprimere, con fermezza, profonda preoccupazione e sconcerto, specie in ordine alla riforma del reclutamento del personale docente, alla riforma dell’ANVUR e alla riforma della Governance degli Atenei che, a nostro avviso, rischiano di compromettere in modo significativo i principi di autonomia, collegialità e rappresentanza che costituiscono la base democratica della tradizione accademica italiana, evidenziandosi un accentramento eccessivo del potere nella figura del Rettore a scapito degli organi collegiali; una riduzione degli spazi di rappresentanza del personale docente, del personale tecnico-amministrativo e degli studenti; una eccessiva influenza politica e ministeriale nella gestione degli Atenei.

Le predette nuove previsioni impatterebbero, altresì, sulla valutazione della didattica e della ricerca, sull’organizzazione universitaria, sul finanziamento e sulla valutazione dei programmi di ricerca, sui sistemi di reclutamento dei professori e dei ricercatori che,inoltre, subirebbero di fatto una limitazione di prerogative costituzionali che mortificano il ruolo della docenza universitaria.

Per quanto attiene alla contrattazione collettiva di settore, le scriventi OO.SS. non possono che prendere atto del completo disinteresse del Ministro alle vicende che attengono alla definizione della disciplina del rapporto di lavoro del personale degli Atenei e delle Aziende Ospedaliere Universitarie, sia per quanto attiene agli istituti normativi sia per quelli economici, registrando una evidente indifferenza alla questione salariale in netta controtendenza rispetto agli altri dicasteri che, nonostante le difficoltà economiche generali, hanno individuato soluzioni per valorizzare il proprio personale.

Rispetto al predetto stato di cose, si ritiene che l’inerzia e l’indifferenza del Ministero dell’Università e della Ricerca non siano più tollerabili e che sia urgente ripristinare un dialogo sociale finalizzato all’individuazione di soluzioni concrete alle tante istanze che
provengono dai posti di lavoro, aprendo celermente i temi della riforma della Legge n.240/2010 ad un confronto vero, ampio, trasparente e pluralistico con tutte le componenti del sistema universitario, individuando celermente soluzioni, anche di natura economica, volte alla valorizzazione del personale, da porre a base dei prossimi rinnovi contrattuali, per rafforzare la qualità e la competitività dell’Università italiana, preservandone nel contempo il pluralismo, l’autonomia e la responsabilità condivisa, valori irrinunciabili per tutte le lavoratrici e i lavoratori del settore.

Per quanto sopra esposto, nel rispetto delle normative vigenti in materia, le scriventi OO.SS. FLC Cgil, CISL Università, UIL Scuola RUA, FGU Gilda – Dipartimento Università e SNALS, visto il quadro delle relazioni in atto e considerate le criticità sopra sinteticamente riportate, comunicano la proclamazione dello stato di agitazione del personale delle Istituzioni Universitarie italiane a partire dalla data della presente nota e la indizione di una manifestazione nazionale che si terrà il giorno 17 dicembre p.v. in Roma nei pressi del Ministero dell’Università e della Ricerca secondo le modalità che saranno successivamente indicate.

Si resta disponibili per ogni ulteriore adempimento procedurale.

Cordialmente.

Nota Unitaria