27 GENNAIO – GIORNATA DELLA MEMORIA

La Giornata della Memoria non è soltanto un esercizio di ricordo del passato, ma un atto di responsabilità verso il presente e il futuro. Ricordare la Shoah significa interrogarsi sulle condizioni che resero possibile l’orrore: l’indifferenza, la disumanizzazione dell’altro, la progressiva normalizzazione della violenza, l’uso delle istituzioni e del lavoro come strumenti di esclusione e oppressione.

La memoria non può essere confinata a una data del calendario. Se non diventa coscienza critica dell’oggi, rischia di ridursi a rito vuoto. Non dimenticare vuol dire saper riconoscere, anche nel nostro tempo, i segnali della negazione dei diritti, delle vite considerate sacrificabili, delle popolazioni ridotte a numeri. È con questo spirito che guardiamo con profondo dolore a quanto accade a Gaza e in tutti quei luoghi del mondo segnati da guerra, distruzione e sofferenza civile, dove ancora una volta il prezzo più alto viene pagato da donne, bambini, lavoratori, persone comuni.

Anche la Calabria custodisce una memoria che interpella il presente. Il campo di internamento di Ferramonti di Tarsia, il più grande campo fascista per ebrei e stranieri “inermi”, rappresenta una pagina fondamentale della storia italiana della Shoah. Migliaia di persone vi furono private della libertà in nome di leggi razziali e di un’ideologia disumanizzante.

Ferramonti ci ricorda che la persecuzione non fu un evento lontano o astratto, ma attraversò anche questa terra, coinvolgendo istituzioni, apparati statali e comunità locali. Allo stesso tempo, racconta storie di dignità, solidarietà e resistenza umana che non possono essere dimenticate.

La Shoah ci insegna anche come il lavoro possa essere degradato a strumento di annientamento, come i diritti possano essere cancellati uno alla volta, come la precarizzazione delle esistenze e delle coscienze apra la strada alla barbarie. Difendere oggi il lavoro dignitoso, la libertà di insegnamento, il pensiero critico e l’autonomia della ricerca significa costruire anticorpi contro ogni forma di autoritarismo, razzismo e discriminazione.

Ecco perché lavoriamo per una Università che deve essere sempre più spazio vivo di memoria attiva: un luogo in cui si studia il passato per comprendere il presente, in cui si formano cittadine e cittadini consapevoli, capaci di riconoscere l’ingiustizia ovunque essa si manifesti e di non voltarsi dall’altra parte.

La FGU Gilda UNAMS – Università della Calabria, nel rinnovare il proprio impegno per la difesa dei diritti, della pace e della dignità del lavoro, invita tutta la comunità accademica a vivere la Giornata della Memoria come un momento di riflessione profonda e condivisa. Perché ricordare non è solo un dovere verso chi non c’è più, ma una responsabilità verso chi oggi soffre e verso le generazioni che verranno.