RESOCONTO INCONTRO DEL 4 MARZO 2020 A ROMA PRESSO IL MUR CON IL CAPO SEGRETERIA DEL MINISTRO DELL’UNIVERSITA’

Oggi 4 marzo 2020 si è tenuto a Roma presso il MUR un incontro con il capo segreteria del Ministro dell’Università  per un confronto sulla problematica relativa alle misure di contenimento e contrasto alla diffusione del COVID-19.

La premessa fatta dal capo segreteria ha riguardato due aspetti, il primo legato alla necessità  di ascoltare le parti sociali in merito ai provvedimenti da adottare nell’ottica della regolamentazione delle attività  didattiche fino al 15 marzo, il secondo riferito alla volontà  del Ministro di instaurare un dialogo continuo con le OO.SS. attraverso un canale, anche telematico, per poter interagire e scambiarsi informazioni quotidianamente.

Le premesse sembravano buone, noi della FGU Gilda Unams Dipartimento Università  abbiamo subito manifestato la necessità  che il o i provvedimenti da adottare dovevano necessariamente considerare che:

1) L’eventuale sospensione dell’attività  didattica doveva contemplare anche la sospensione di tutte le attività  lavorative del personale T.A. obbligando le Amministrazioni con disposizioni inderogabili a favorire forme di prestazioni lavorative a distanza (Smart Working) e sospendere l’attività  lavorativa per gli Uffici che svolgono attività  di Front Office favorendo l’utilizzo di call center e video chiamate in streaming.

2) Inserire disposizioni che potessero favorire i genitori di quei nuclei familiari dove entrambi lavorano e sono presenti figli minori per consentire ad uno dei due di restare a casa, senza subire penalizzazioni economiche e senza ricorrere all’utilizzo dei congedi personali previsti dal CCNL.

Mentre si ragionava su questi argomenti c’è stato comunicato che la Presidenza del Consiglio dei Ministri aveva emesso il provvedimento in relazione all’emergenza Coronavirus, senza che vi fossero contemplate le richiesta avanzate sul tavolo di confronto.

Immediatamente la nostra O.S. ha contestato il metodo adottato e l’inutilità  stessa della convocazione per l’adozione di un provvedimento mirato al contenimento della diffusione del COVID-19 che interessa e tutela solo una parte delle persone che appartengono al mondo universitario, lasciano fuori tutto il personale T.A. e lasciandolo alla mercé delle amministrazioni universitarie che, nella loro autonomia, potranno adottare provvedimenti anche fantasiosi e praticamente precettando tutto il personale, docente e non, delle facoltà  mediche che sia in convenzione con il SSN.

La nostra battaglia ed il nostro impegno sarà  sempre ai massimi livelli, ci adopereremo affinché questo DPCM sia integrato con quanto richiesto a quel tavolo di confronto, nel frattempo interverremo nelle singole Università  per l’adozione di provvedimenti volti alla tutela del personale e delle loro famiglie.

Per ultimo, ma non per ordine d’importanza ci voleva il Coronavirus per far comprendere ai più, non solo a chi governa, che una parte cospicua dell’Università , quella che si occupa della formazione dei medici e delle professioni sanitarie sono figure professionali peculiari nel settore, difatti, non a caso, oltre ai dipendenti tutti, docenti e non, anche gli studenti, specializzandi e iscritti nei corsi di laurea delle professioni sanitarie sono chiamati in prima linea a fronteggiare questa emergenza, una ragione di più per continuare la nostra battaglia a sostegno della specificità  della Sanità  Universitaria.

Il Coordinamento Nazionale FGU Gilda Unams Università