RESOCONTO INCONTRO ALL’ARAN DEL 19-10-2020

Anche l’odierna riunione del tavolo paritetico OO.SS. e ARAN sul nuovo ordinamento non ha prodotto grandi passi in avanti, in pratica si parla di nuovo ordinamento senza che ci sia la volontà di apportare modifiche sostanziali a quello vigente, per cui a parere dell’ARAN, ma anche di alcune OO.SS., visto che per nuovo ordinamento s’intendeva “il vecchio”, sempre suddiviso per quattro categorie, ma rendendo le PEO più selettive e a due velocità.

Se già con questo ordinamento vigente il personale universitario era disamorato del proprio lavoro, in futuro è presumibile che lo sarà ancora di più per le scarse prospettive di progressione economica interna alla categoria, e le quasi nulle possibilità di progressione verticale. Tutto ciò sta comportando, una fuga generalizzata del personale universitario che è sotto inquadrato e per questo preferisce partecipare ai bandi di mobilità (spesso vincendoli a man bassa) per andare in altri comparti, perché garantiscono una maggiore possibilità di carriera oltreché, e non è cosa da poco, una maggiore remunerazione anche a parità di categoria, ma questo è risaputo e, nel suo intervento, il Coordinatore Generale della FGU Università oltre a quest’aspetto, ha rimarcato anche la fuga interna di personale di area sanitaria, dagli Atenei verso il SSN, dove, oltre a stipendi più elevati ha anche maggiori possibilità di carriera, e questo è un dato evidente di cui l’ARAN e soprattutto il MUR, presente sul tavolo paritetico con un suo rappresentante devono tenere conto. In questo incontro si è trattato in particolare del sistema di classificazione del personale in riferimento alla struttura e alle articolazioni interne alle categorie, nel prossimo, si spera che le OO.SS. non continuino ad andare con posizioni differenziate, visto che non è stato colto, per l’ennesima volta, il nostro invito ad un confronto intersindacale per provare un ultimo tentativo di proposta unitaria che si auspica che non sia definitivamente tramontata. L’unico dato positivo è venuto da un mutato atteggiamento del rappresentante del CODAU che in pratica ha chiesto all’ARAN di attivarsi per chiedere alla Funzione Pubblica un parere sulle progressioni verticali del personale universitario, anche rispetto alla nota Livon ovvero se si devono effettuare le PEV tenendo conto delle “teste” o dei ‘’punti organico’’.

Il prossimo incontro è stato fissato per il 10 novembre pv, sempre sull’ordinamento professionale, sarà nostra cura tenervi informati sull’evolversi della situazione ed in particolare anche su questa richiesta del CODAU fatta propria anche dalle OO.SS. e in particolar modo da noi della FGU GILDA Dipartimento Università che con un documento con data 16 aprile 2019 Prot. n.65/CG 2019, invitavamo il MUR, il CODAU, la CRUI e l’ARAN a prendere una posizione sulla suddetta nota LIVON.

Roma 19.10.2020
Il Coordinatore Generale FGU Dipartimento Università
Arturo Maullu